Jaka Šubic

Il mio nuovo sito web

Il mio nuovo sito web

Finalmente ce l’ho! Un nuovo sito personale e un nuovo blog per qualche pensiero occasionale, se a qualcuno interessa… Da molto tempo cresceva in me l’idea di creare un modesto sito personale con alcune informazioni su di me e magari qualche storia o esperienza che valesse la pena commentare. Anche in passato ho avuto dei siti web, quando scoprivo con curiosità Internet e me ne meravigliavo. Probabilmente ho registrato per la prima volta l’attuale indirizzo jakasubo.info circa vent’anni fa. Allora parlavo con entusiasmo di moltissime cose, ma era soprattutto un divertimento.

Questa volta, quindi, per molto tempo non ho saputo con precisione di che cosa parlare né che cosa presentare.

A dire il vero, non sono così importante o conosciuto da dover avere un sito web e riferire regolarmente su ogni possibile avvenimento. In fondo sono soltanto Jaka… D’accordo, il dizionario della lingua slovena SSKJ definisce la parola jaka anche come una persona goffa e poco intraprendente, ma spero comunque di non essere soltanto questo. Sono inoltre consapevole che esistono sempre più contenuti e commentatori simili. A un certo punto, però, mi è forse venuto in mente che ogni tanto ho davvero qualcosa da dire e che, con il passare degli anni, tutto ciò che faccio sta forse acquisendo un certo peso e una certa risonanza. Mi interessano molte cose e le faccio a modo mio, anche se talvolta più per me stesso e con prudenza. Ogni tanto faccio per qualcuno qualcosa che altri non fanno e mi sembra allora opportuno spiegare come sia stata realizzata e perché. Non per ricevere elogi o critiche, ma semplicemente per ricordare che qualcosa è necessario e possibile.

Ho già osservato molte situazioni insolite che mi hanno scosso, divertito, fatto arrabbiare o suscitato altre reazioni. Ho iniziato a scoprire che, in tutto ciò che faccio, possiedo un punto di vista particolare, che mi sembra un po’ più pacato rispetto alla follia e alle chiacchiere sconclusionate oggi così diffuse, se vogliamo chiamarle così, e che naturalmente coinvolgono anche me. Ma non voglio fuggire dal nostro tempo, perché è appunto il nostro tempo… Posso soltanto osservarlo e commentarlo. Sto lentamente comprendendo anche questo e, di tanto in tanto, qualcuno mi fa una domanda su questo o quell’argomento oppure mi chiede aiuto. O accade il contrario. Forse potrei dire qualcosa a qualcuno. Forse questa volta avrò davvero qualcosa da raccontare.

Poi l’intuizione mi ha colpito di nuovo. L’essenza di ciò che faccio e di ciò che sono consiste soprattutto in una sorta di inconsapevole tensione tra diritto e vita quotidiana. A causa della mia disabilità motoria, nella vita mi confronto spesso con la differenza tra ciò che la carta può sopportare e ciò che accade nella pratica; tra ciò che è e ciò che dovrebbe essere, tra quanto ci viene inizialmente promesso — anche con le migliori intenzioni — e quanto poi si realizza davvero. Oppure, semplicemente, tra il lavoro e il tempo libero. Alla fine non riesco comunque a salire su un marciapiede o ad accedere alla fisioterapia che, a quanto pare, tutti comprendono essere necessaria a una persona invalida. La parola invalido è qui usata intenzionalmente. Un giorno mi è quindi diventato chiaro che posso scrivere di tutto questo e raccontarvi ogni tanto un frammento del mio mondo. E non soltanto perché disprezzi quanto è già stato fatto o voglia sottolineare con sofferenza ogni errore. Questi sono soprattutto i miei scritti su ciò che ho fatto in modo diverso e sul fatto che, per me, questo è sufficiente.

È nato così un altro mio sito web: Jaka Šubic — tra diritto e vita quotidiana. Questa volta si tratta, spero, di un progetto un po’ più serio e adeguato alla mia età, che forse rimarrà con noi più a lungo.

Questo sito è quindi destinato a una mia breve presentazione personale e, soprattutto, a riflessioni occasionali su tutto ciò che mi collega al mondo e alle persone che mi circondano. Non è soltanto il luogo in cui una persona scrive affinché si ascolti ciò che altrove non trova voce, né vuole raccontare che qualcuno sia speciale e abbia bisogno di attenzione. Voglio dire che una persona non è poi così speciale o incisiva soltanto perché fa alcune piccole cose nel modo in cui le faccio io. Soltanto quando comprenderemo che qualcosa non è speciale né richiede un’attenzione particolare, perché accade a tutti noi, potremo fare insieme cose speciali: speciali perché straordinarie, non soltanto perché riesce a realizzarle qualcuno che in quel momento non ci aspetteremmo di vedere in quel luogo.

Può bastare per questo noioso editoriale di apertura del sito. Le pagine forse non sono ancora del tutto complete e continueranno ad assumere la loro forma e il loro contenuto definitivi; spero quindi che proseguiate la visita e non fuggiate prima che insieme riusciamo a intrecciare qualche pensiero intelligente!

Benvenuti e grazie!